Iscrivetevi alla nostra NEWSLETTER 

per essere sempre informati

sulle nostre attività.

Gli articoli dei nostri Professionisti

Il Parent Training: un allenamento... per genitori!

Dottoressa Chiara Severini - Psicologa e Tutor AID Certificato

"Fare il genitore è il mestiere più difficile al mondo!”. Niente di più vero, direte voi! Quante volte abbiamo sentito dire questa frase (e chi è genitore, ha detto a sé stesso almeno una volta), innumerevoli. E se vi dicessi che esiste un programma mirato a sviluppare, allenare e rafforzare le capacità genitoriali per la gestione efficace del comportamento del bambino e per migliorare il benessere familiare?

“In quasi tutti i problemi che si incontrano nell’educare i figli, genitore e figlio sono il problema e la sua soluzione”: da questa riflessione voglio prendere oggi spunto per parlarvi del Parent Training. Come già potrete intuire dal titolo dell’articolo, con la parola “training” si intende allenamento, e più nello specifico nel campo della psicologia utilizziamo questa espressione anglofona per indicare la “formazione” di competenze rivolta ai genitori, diffusa a partire dagli anni Settanta e mirata al sostegno nella gestione degli aspetti comportamentali del proprio figlio. Negli anni, fino ad arrivare ad oggi, ciò che ha determinato la popolarità di questo metodo di intervento è stata la dimostrata efficacia del coinvolgimento dei genitori come “agenti di cambiamento” all’interno della dinamica relazionale con il bambino.

Durante gli incontri del programma di Parent Training (da qui in poi PT) lo psicologo accompagna i genitori nell’acquisizione di strategie comportamentali, nell’applicazione dei principi dell’apprendimento sociale, nel corretto utilizzo dei rinforzi e nello sviluppo della capacità di monitoraggio utili a generare un cambiamento degli aspetti disfunzionali del bambino, definiti anche “comportamenti problema”: identificando questi ultimi, sarà possibile sviluppare delle strategie efficaci per la loro gestione e allo stesso tempo imparare a riconoscere i comportamenti positivi, favorendone la frequenza nel tempo.

Il PT viene consigliato quando sono ad esempio presenti il disturbo della condotta e il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, ma alcune strategie vengono modellate e applicate anche quando non sono presenti determinati disturbi, per poter affrontare momenti critici della crescita e dello sviluppo individuale del bambino. Infatti, nella pratica clinica si possono spesso osservare dei comportamenti che non hanno una etichetta diagnostica definita, ma che possono influire e alterare sia il benessere del bambino, sia il benessere della coppia genitoriale e dell’ambiente familiare; pensiamo ad esempio ad un bambino con disturbo dell’apprendimento che si oppone ogni volta alla richiesta dei genitori di svolgere i compiti, o ad un bambino che rifiuta categoricamente gli orari per andare a letto la sera perché vuole continuare a giocare al videogioco: probabilmente giungeranno entrambi a reazioni aggressive, ad esplosioni di pianto e urla. Lo psicologo in questo caso sarà la figura di riferimento per poter fornire ai genitori le indicazioni sugli aspetti comportamentali e relazionali comuni a più situazioni, ma che generano entrambi malessere nel bambino, stress e sfiducia nelle proprie competenze genitoriali nell’adulto.

Il PT, nella sua applicabilità e trasversalità, può essere fondamentale anche in quadri clinici più delicati come nella presenza di un figlio con disturbo del neurosviluppo: scoprire che il proprio figlio è portatore di una disabilità può essere per il genitore un’esperienza sconvolgente, in cui si troverà a dover fronteggiare nuove abitudini, a dover riorganizzare la vita di tutti i giorni, ad apprendere nuove modalità di “essere genitore”. Stati di ansia, frustrazione, inadeguatezza e impotenza possono aggravarsi con il passare del tempo, lasciando spazio a malesseri interiori e ad inefficaci modalità relazionali nei confronti del bambino. Ed è qui che entra in gioco la figura dello psicologo con un programma di intervento di PT, il quale avrà l’obiettivo di restituire la consapevolezza del ruolo gentoriale, di fortificare l’autostima e migliorare le competenze relazioni. Ma come è possibile tutto ciò? Lo psicologo condurrà il genitore nel poter attuare una trasformazione, in cui è egli stesso agente del cambiamento, durante la quale verranno trasmesse le informazioni sul disturbo del figlio, si acquisiranno capacità di osservazione e misurazione, si imparerà a riconoscere le emozioni e ad avere una comunicazione efficace. Il programma di PT è un’attività di trasformazione, ma soprattutto di formazione: il coinvolgimento dei genitori, viene sempre più ricercato dagli operatori negli interventi riabilitativi e educativi, in quanto si è dimostrato che agendo contemporaneamente sulle competenze genitoriali e sulla riduzione dello stress a favore del benessere familiare, ci sarà gradualmente un miglioramento a livello comportamentale e psico-emotivo del figlio.

A questo punto voi vi chiederete: ma in pratica cosa si fa durante un percorso di Parent Training?

Il punto di partenza è l’assessmentcioè la valutazione: si comincia con il colloquio clinico, durante il quale viene fatta l’analisi della richiesta e si indagano la storia del bambino e del suo comportamento disfunzionale. Il passo successivo è un’ulteriore raccolta di informazioni attraverso la somministrazione di prove come test e questionari, in cui si indagano gli stili genitoriali prevalenti, il livello di stress, il clima familiare e gli aspetti psicologici del bambino. L’ultima fase dell’assessment è l’osservazione sistematica dell’interazione genitore/bambino, durante la quale lo psicologo ricorrerà all’analisi funzionale per appunto analizzare l’interazione, ciò che accade prima del “comportamento problema”, le reazioni e le strategie messe in atto dai genitori.

Terminato l’assessment, una volta condivisi gli obiettivi da raggiungere, individuati i “comportamenti problema” da ridurre e i comportamenti dei quali si vuole aumentare la loro frequenza, lo psicologo metterà a punto un programma di incontri durante i quali trasferirà ai genitori le tecniche comportamentali fondamentali per modificare il comportamento.

Durante il Parent Training, lo psicologo farà da guida ai genitori, sostenendoli nella comprensione dei significati attribuiti al comportamento disfunzionale, condividendo strategie e nuovi strumenti che fortifichino le loro competenze educative, rendendoli consapevoli delle proprie capacità e accompagnandoli gradualmente verso una ritrovata autonomia.

Riferimenti bibliografici:

Menghini D. e Tomassetti S. (2019). Il Parent Training oltre la diagnosi. Il metodo ReTe per aiutare i genitori dei bambini in difficoltà. Erickson.

Robiati S. (1996). Il Parent Training. Metodologie e tecniche per la formazione dei genitori. Cittadella Editrice.

 

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© Serena De Luca - Carsoli (AQ)